VIVERECOUNSELING

IL PROGETTO OLISTICO DEL BENESSERE

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LA STORIA DEL COUNSELING SINO AI GIORNI NOSTRI

Il Counseling è nato negli Stati Uniti d'America negli anni 30 per assicurare un riconoscimento professionale a tutti coloro che pur non avendo, ne volendo un titolo accademico di psicoterapeuta o psicologo, svolgevano un attività umanistica. Il Counseling acquista un specifica connotazione negli anni 50 soprattutto ad opera di Carl Rogers (1902-1987). La teoria umanistica viene chiamata "la terza forza" in quanto risulta in contrapposizione con la teoria comportamentista di Watson e Pavlov dove l'uomo veniva considerato "una macchina stimolo-risposta" ed alla concezione pessimistica e deterministica del pensiero Freudiano. La persona umana, considerata nella sua unicità e totalità, risulta il nucleo centrale della teoria umanistica. Il Counseling approda in Europa negli anni 70 soprattutto in Gran Bretagna dove si sviluppa nei servizi sociali e nel volontariato, ma in breve tempo si afferma attraverso ruoli e funzioni specifici: infatti i fondatori dei vari approcci di Cousenling sono quasi tutti di origine anglosassone. In Italia, per molti anni, si è operato nel settore senza una specifica competenza: solo negli anni 90 scuole ed istituti iniziano a formare i Counselor Professionisti. La figura professionale del Counselor, oltre ad essere largamente diffusa negli Stati Uniti d'America ed in Gran Bretagna, si sta affermando sempre di più anche in Italia ed in altri Paesi dell'Unione Europea con significative e visibili possibilità d'impiego e di qualificazione professionale del proprio operato.

IL COUNSELING PLURALISTICO INTEGRATO

L'approccio pluralistico integrato comprende ed integra: L'approccio centrato sul cliente (Carl Rogers), l'approccio Gestaltico (Fritz Perls), l'analisi transazionale (Eric Berne), la programmazione neuro linguistica più conosciuta come PNLQuesto approccio si prefigge di favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutando coloro che si trovano in momenti di sofferenza e disagio. Esso è molto utile anche a superare generalmente quei problemi del vivere umano che impediscono di esprimersi pienamente nel mondo esterno e nelle relazioni interpersonali. Il superamento del problema e quindi la vera trasformazione spetta in ogni caso al cliente. Il Counselor pluralistico integrato è in grado di sostenerlo, facilitarlo ed orientarlo con empatia, accettazione incondizionata, assenza del giudizio e rispetto con l'obiettivo di trovare la libertà di essere se stesso. Pertanto risulta fondamentale il riconoscimento dell'autonomia del cliente in modo tale che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e, consapevolmente, porle in essere. Questo approccio mira al miglioramento della qualità della vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminarsi. Il Counselor formatosi con questo metodo crede nel valore di tutta la persona e di come si relaziona con l'ambiente, aiuta il cliente a riconoscere la propria autostima attuando tecniche molto utili come l'ascolto attivo e promuovendo l'autorealizzazione del cliente.

LA TEORIA DELLA PNL

La Programmazione Neuro Linguistica è uno strumento che permette di creare nelle persone schemi mentali nuovi e strategie nuove (programmazioni) che sviluppano il nostro cervello (neuro) attraverso l'uso del linguaggio (linguistica). La PNL nasce nel 1974 in California dove il matematico Richard Bandler ed il linguista John Grinder (i fondatori della disciplina) iniziarono le loro ricerche a persone che, nelle loro attività, producevano risultati eccellenti, per ricavarne modelli replicabili da chiunque con gli stessi risultati. Servirebbe quindi svilupppare abitudini e reazioni di successo, amplificando i comportamenti faciitanti (cioè efficaci) e diminuendo quelli limitanti (cioè indesiderati). La PNL, quindi, ci permette di minimizzare o di eliminare del tutto l'influsso di esperienze passate, creando ed istallando al loro posto stati mentali nuovi. In pratica, si parte dal presupposto che è fondamentale pensare che se una cosa non funziona, basta provare a farne un'altra per ottenere risultati diversi e non fermarsi. Ciascuno di noi vive il mondo e l'ambiente in cui si trova, a modo proprio, certamente influenzato dalle esperienze personali e dalle conseguenti convinzioni che ognuno si crea. Tutto questo si definisce mappa che è in pratica la propria rappresentazione mentale che ognuno di noi si fa del mondo. Ed è altrettanto vero che la mappa non è territorio, ma semplicemente l'immagine che noi ci facciamo del mondo stesso. L'abilità non è quella di cambiare il territorio, ma bensì di modificare la mappa mentale. 

LA GESTALT

Nacque in Germania attraverso un gruppo di psicologi che sfidarono apertamente le teorie comportamentiste formando "la scuola di Berlino". Lo scopo della Gestalt è di far scoprire, esplorare ed sperimentare alla propria persona la sua forma, modello, la sua interezza integrando le parti. La Gestalt è una disciplina psico-affettiva e psico-corporea che si prefigge di realizzare un adattamento creativo dell'organismo all'ambiente, identificando tutti i meccanismi di difesa e le resistenze, con l'obiettivo di aumentare il benessere dell'individuo, stimolando le risorse personali. La teoria mira all'integrazione del corpo, dei sentimenti, del linguaggio e del comportamento attraverso l'uso delle metafore, delle immagini, delle fantasie lavorando anche sui movimenti del corpo e la piena espressione delle sensazioni che esso ci rimanda. La Gestalt osserva le sensazioni e le emozioni nel qui ed ora in modo tale da riconoscerle, sperimentarle ed identificarle. Si chiede al cliente di vivere il presente ed arrivare, eventualmente, al passato od al futuro, attraverso il qui ed ora. Si invita anche ad amplificare il proprio non-verbale in modo di affrontare le emozioni senza esserne sopraffatti, ma mobilitando le proprie risorse adattive e di non parlare di una persona o di una cosa, ma di parlare con esse sviluppando così anche l'immaginazione nel qui ed ora. Attraverso il monodramma, verranno identificati i personaggi chiave della propria vita in modo tale da "viverli" portando in figura le emozioni del momento.

L'APPROCCIO UMANISTICO

Intorno agli anni 50, in contrapposizione al Comportamentismo (che vedeva l'individuo come modellato esclusivamente dai condizionamenti ambientali) ed alla Psicoanalisi, emerge una nuova voce che pone l'individuo al centro del mondo riconoscendogli potenzialità di autodeterminazione, di crescita, di trasformazione ben più forti di qualsiasi condizionamento. Nasce quindi l'approccio umanistico nella relazione d'aiuto che rivaluta la figura di colui che chiede aiuto come persona del suo divenire, responsabilmente motivato ad evolversi ed a realizzarsi esistenzialmente. Non c'è più nessuno che, dall'alto del suo sapere, risolve i problemi dell'altro, ma c'è una sorta di allenamento alla indipendenza ed all'autonomia in cui si forniscono conoscenze a chi ne ha bisogno affinchè la persona possa comprendersi meglio e riequilibrarsi da sè. Ha l'obiettivo di collocare l'essere umano al centro dell'attenzione: è un orientamento che non si rifà ad alcun dogmatismo e valorizza l'uomo in senso olistico e positivo, distaccandosi dai concetti di malattia mentale e diagnosi. Inoltre valorizza le risorse ed il potenziale umano, vale a dire la dignità, la responsabitlità, la cretività, l'autenticità, la spontaneità espressiva, la capacità di autodeterminarsi e di addattarsi creativamente alla vita. Ha una visione dell'essere umano come individui unici che possiedono la motivazione dell'autorealizzazione, alla crescita ed allo sviluppo della consapevolezza. Il cambiamento avviene in modo naturale, a partire dalla profonda accettazione di sè ("le cose che si cercano di cambiare hanno la tendenza a rimanere immutate e le cose che si cercano di mantenere immutate non possono fare altro che cambiare") e secondo il principio della non-direttività ("non spingere il fiume: esso scorre da solo"). Il presupposto base della "teoria centrata sulla persona" è che, se il Counselor riesce a comunicare genuinità, considerazione positiva incondizionata ed empatia, il cliente risponderà con cambiamenti costruttivi nell'organizzazione della propria personalità.  Una delle caratteristiche importanti di questo approccio risulta l'integrazione di varie scuole di pensiero; ricordiamo tra i suoi esponenti e sostenitori: Carl Roger (1902-1987), Rollo May (1909-1994) ed Abraham Maslow (1908-1970)

 

 

L'ANALISI TRANSAZIONALE

L'analisi transazionale è una teoria elaborata intorno agli anni 60 da parte di un gruppo di psicoanalisti, che hanno nello psichiatra Statunitense Eric Berne (1910 - 1970) il caposcuola, ed in Thomas Harris il loro abile portavoce. Caratteristica di questo orientamento è l'accento sull'individuo considerato nella concretezza delle dinamiche relazionali e delle strategie comunicative messe in atto nelle relazioni interpersonali o "transazioni".Utilizzata prevalentemente in ambito clinico, grazie al suo linguaggio immediato ed efficace, è stata rapidamente utilizzata con successo nelle aziende, nella formazione, nei gruppi ecc...La teoria ci fornisce anche un quadro di come siamo strutturati dal punto di vista psicologico utilizzando il modello delle tre parti, noto come modello degli stati dell'Io. Esso ci aiuta a capire come funzioniamo e come esprimiamo la nostra personalità in termini di comportamento. L'analisi transazionale è anche una teoria della comunicazione basata sulle analisi delle transazioni degli specifici stati dell'Io coinvolti; inoltre può fornire un metodo di analisi dei sistemi e delle organizzazioni. Attraverso il concetto di copione, permette di comprendere come gli schemi della vita attuali abbiano origine nell'infanzia, e di come, nella vita degli adulti, si continuano a riproporre delle strategie infantili inadeguate e dannose. E' una teoria focalizzata sulla crescita e sul cambiamento della persona che mira a svilupparne l'autonomia, ovvero la capacità di risolvere i problemi utilizzando le piene risorse adulte che ognuno di noi già possiede. Si basa su alcuni assunti filosofici che riguardano l'uomo, la vita e gli obiettivi di cambiamento: ognuno è OK ed ognuno ha la capacità di pensare e di effettuare un cambiamento rivolto al benessere. Dal momento che siamo noi ad aver deciso il nostro piano di vita, abbiamo anche il potere di cambiarlo e prendere nuove decisioni, più funzionali, in qualsiasi momento. Sin dalla sua ideazione, l'analisi transazionale fu considerata da Berne una teoria d'azione sociale largamente utilizzabile in un'infinita varietà di contesti educativi ed organizzativi. L'analisi transazionale diventa una concreta ricerca di soluzioni per le persone disponibili ad imparare, a crescere ed a porsi in relazione in termini di consapevolezza e finalità di obiettivi.

"L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi"

(M. Proust)